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Efficienza energetica e sicurezza strutturale, il binomio vincente

Efficienza energetica e sicurezza strutturale, il binomio vincente
24 agosto 2016, ore 3:36, una scossa di terremoto con epicentro vicino ad Accumoli distrugge o danneggia pesantemente diversi Comuni del Centro Italia, tra le Regioni Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria. Cosa è cambiato da allora? Vediamo

24 agosto 2016, ore 3:36, una scossa di terremoto con epicentro vicino ad Accumoli distrugge o danneggia pesantemente diversi Comuni del Centro Italia, tra le Regioni Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria.

Tra gli edifici fortemente danneggiati c’è la scuola Romolo Capranica di Amatrice, sulla quale erano stati eseguiti interventi strutturali ma soprattutto di efficientamento energetico: è uno degli esempi più eclatanti di come sia inutile costruire dei gioiellini tecnologici che poi un piccolo terremoto può distruggere. Ma è altrettanto inutile costruire dei bunker antisismici se poi la loro gestione non è economicamente sostenibile.

Morale della favola: sicurezza strutturale ed efficienza energetica devono viaggiare sempre insieme e con il cosiddetto superbonus 110%, che contempla sia il miglioramento energetico sia quello sismico, sembra che anche le istituzioni vogliano favorire questo binomio. In realtà non è proprio così.  

L’art. 119 del Decreto Rilancio eleva al 110% la detrazione, già prevista da leggi precedenti (art. 14 del Dl 63/2013, convertito, con modificazioni, dalla legge 90/2013), per le spese documentate per lavori di efficientamento energetico e di miglioramento strutturale e sismico specificati nell’art. 119 stesso. La detrazione va ripartita in cinque quote annuali di pari importo; in alternativa si può optare per lo sconto totale in fattura cedendo il credito di imposta all'impresa che ha effettuato i lavori. Quest’ultima, a sua volta, potrà cedere il credito a altri istituti.

I lavori di efficientamento energetico ammessi sono l’isolamento termico delle superfici e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati di nuova generazione. Ai suddetti interventi, definiti trainanti, possono essere associati anche altri, definiti trainati, come l'installazione di pannelli solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica e di sistemi di accumulo integrati negli stessi nonché di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. Ai fini dell'accesso alla detrazione, però, si richiede che gli interventi di efficientamento, nel loro complesso, debbano assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell'edificio, ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l'attestato di prestazione energetica ante e post-intervento.

Per quanto riguarda gli aspetti strutturali, invece, la situazione è più vaga. Si fa riferimento, come interventi trainanti, a quelli di cui ai commi da 1-bis a 1-septies dell'articolo 16 del già citato Dl 63/2013 (convertito, con modificazioni, dalla legge 90/2013), che includono:

  • Interventi con adozione di misure antisismiche con particolare riguardo alla messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali;
  • Interventi di riduzione del rischio sismico con passaggio a una classe di rischio inferiore o a due classi di rischio inferiori su edifici unifamiliari o sulle parti comuni di edifici condominiali.

Le detrazioni non si applicano agli edifici in zona sismica 4 (a bassissima sismicità, secondo la definizione dell’OPCM 3274/2003).

Quindi, è ammesso qualsiasi tipo di intervento che migliori la sicurezza, anche senza ottenere un incremento di almeno una classe di rischio. A parere di chi scrive, non è accettabile investire denaro pubblico se non si migliora la sicurezza. Si dovrebbe imporre un miglioramento significativo, per esempio di due classi, o il raggiungimento di una definita classe minima. Se non siamo sicuri di mitigare gli effetti di un terremoto, sia in termini di vite umane che di danni al costruito, non val la pena eseguire interventi strutturali.

Per lo stesso motivo, non ha senso investire sull’efficientamento energetico se non in edifici che possano garantire un certo grado di sicurezza a fronte di eventi sismici. Si rischia di sprecare risorse che, invece, dovrebbero essere utilizzate con oculatezza. In definitiva, per gli interventi strutturali, andrebbe prescritto un miglioramento minimo, con passaggio di una o due classi ma anche una classe minima accettabile; gli interventi energetici, invece, dovrebbero essere ammessi soltanto su edifici appartenenti almeno a una determinata classe di rischio sismico.

È interessante notare che, per il sisma bonus, la detrazione può essere ceduta anche ad una società assicurativa, con la quale stipulare una polizza a copertura di eventi calamitosi; in tal caso, spetta anche una detrazione del 90% del premio di assicurazione. Potrebbe essere questa la strada giusta verso “un’assicurazione di gregge”, che altrimenti andrebbe imposta con una legge ad hoc. Al riguardo, va ricordata la proposta di legge a suo tempo avanzata da Federproprietà, ENEA e altre istituzioni, che prevede:

  • L'istituzione di un'assicurazione obbligatoria che sollevi lo Stato dalle spese di ricostruzione a seguito di eventi calamitosi e stimoli proprietari e assicurazioni a verificare l'effettiva affidabilità delle costruzioni;
  • L'istituzione di un fondo per la sicurezza strutturale e l’efficienza energetica, che potrebbe alimentarsi anche con quota parte del premio di assicurazione obbligatorio, che consenta di ridurre gradualmente i costi di emergenza e ricostruzione.

Il valore degli immobili e il relativo premio assicurativo dovrebbero dipendere dal grado di sicurezza degli immobili stessi: soltanto così cittadini e assicurazioni avrebbero interesse a verificare la sicurezza strutturale degli immobili. Pagando tutti, il costo del premio sarebbe modesto ma potrebbe essere totalmente detratto dalle tasse.

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