logo-ARPE
Home Speciali tecnici Contatti

Installazione di un ascensore

Installazione di un ascensore
Si segnala un’interessante pronuncia del Tribunale di Milano (Sez. XIII civile, 23 aprile 2018, dottoressa Fazzini) in tema di installazione di ascensore nel condominio e criterio interpretativo per la legittimità di tale installazione.

Nel caso specifico, l’assemblea aveva negato al singolo condomino il diritto all’apertura di una porta necessaria per accedere all’ascensore.

Impugnata la delibera di diniego, il Tribunale accoglieva la domanda proposta dal singolo rilevando che il diritto all’apertura di una porta per accedere all’ascensore rientra tra i poteri di cui all’art. 1102 del codice civile (uso della cosa comune), per cui non è necessaria neanche una delibera autorizzativa.

Da rilevare in particolare la parte di motivazione della sentenza dove si legge che la normativa concernente i portatori di handicap (L. 9 gennaio 1989, n. 13 e L. 5 febbraio 1992, n. 104) costituisce «criterio di interpretazione anche per la soluzione dei potenziali conflitti che dovessero verificarsi con riferimento alla necessità degli edifici esistenti»; ciò indipendentemente dalla presenza o meno di persone disabili all’interno del condominio (V. Corte Cost. n. 167/1999).

Ne consegue che l’installazione di un ascensore rientra nei poteri del singolo condomino previsti dall’art. 1102 codice civile, dovendone, però e ovviamente, rispettare i relativi limiti: divieto di alterare la destinazione della cosa comune e non impedire agli altri condomini di farne parimenti uso secondo il loro diritto (V. Cass. 14096/2012 e Cass. 14809/2014).

Negli anni, ad esempio, la giurisprudenza di merito ha ritenuto legittima l’installazione dell’ascensore ex art. 1102 del codice civile nelle seguenti circostanze, nonostante comporti:
• l’occupazione di un’area destinata a giardino (vedi Cassazione civile, sez. VI, 9 marzo 2017, n. 6129); 
• la limitazione per alcuni condomini del diritto di veduta laterale nel fondo condominiale (Tribunale di Milano, 19 ottobre 2000);
• un limitato restringimento dello spazio di passaggio comune (Tribunale di Milano, 9 settembre 1991);
• l’occupazione dell’androne per l’installazione della piattaforma dell’ascensore e dell’utilizzazione della tromba d’aria per il suo scorrimento verticale (Tribunale Foggia, 29 giugno 1991).

Al contrario, è stata invece ritenuta pregiudizievole dei diritti degli altri condomini e pertanto illegittima tale installazione nei seguenti casi:
• a causa dell’eccessiva vicinanza dell’impianto, con conseguente violazione della riservatezza dei condomini e diminuzione dell’areazione e dell’illuminazione della loro abitazione (vedi Tribunale di Macerata, 10 dicembre 2013);
• pregiudizio della sicurezza e della stabilità dell’edificio;
• mancato rispetto del decoro architettonico;
i• inservibilità di alcune parti comuni dell’edificio all’uso o al godimento anche di un solo condomino (Cassazione civile, sez. II civ., 27 dicembre 2011, n. 28920).

Da ultimo si rileva che il diritto all’installazione dell’ascensore non può essere escluso dal regolamento condominiale «dovendo tributarsi a una norma siffatta valore recessivo rispetto al compimento di lavori indispensabili per un’effettiva abitabilità dell’immobile, rendendosi, a tal fine, necessario solo verificare il rispetto dei limiti previsti dall’art. 1102 c.c., da intendersi, peraltro, alla luce del principio di solidarietà condominiale» (vedi da ultimo Cassazione civile, sez. II, 28 marzo 2017, n. 7938).

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi tutti i mesi ARPENews con notizie su condominio, attualità e giurisprudenza:

mail_outline

Proseguendo accetti l'informativa Privacy.